Adolescenti ed allenamento con i pesi, sì o no?

L’associazione tra adolescenti e sollevamento pesi è spesso fonte di reazioni negative da parte dei genitori; frasi come: i pesi bloccano la crescita, fanno venire la gobba, ostacolano lo sviluppo, sono molto comuni.

Cosa dice la scienza a tal proposito? Scopriamolo insieme.

Uno studio pubblicato nel 2015 nel British Medical Journal intitolato: Leisure time computer use and adolescent bone health —findings from the Tromsø Study, Fit Futures: a cross-sectional study afferma che passare molto tempo davanti a televisore e computer provoca un indebolimento osseo negli adolescenti; questo è dovuto al fatto che le ossa si adattano allo stress come tutti gli altri tessuti presenti nel corpo umano. Nel caso dei ragazzi sedentari il loro tessuto osseo, non essendo sufficientemente stimolato, va incontro ad una demineralizzazione (lo stesso fenomeno, molto meno accentuato, che accade agli astronauti di ritorno da lunghi periodi passati nelle spazio dove la gravità, e quindi lo stress osseo, è minore rispetto alla terra)

Il tessuto osseo è un tessuto vivo, è composti da minerali come carbonato di calcio, fosfato di calcio e fluoruro di calcio, la sua struttura è dinamica, risponde e si adatta agli stimoli grazie a delle cellule presenti sulla sua superficie che ne determinano la densità.

Se un tessuto viene stimolato si adatterà irrobustendosi (esempio: il tessuto muscolare) al contrario, se il tessuto non riceve stimoli adeguati, avrà la tendenza a “de-allenarsi” riducendo la massa.

Alla base di questo comportamento c’è la funzione, essenziale per la sopravvivenza, di eliminare tutto ciò che è in eccesso. Il nostro organismo tende a metabolizzare il tessuto non utilizzato per mettere a disposizione dell’organismo intero le risorse di cui è composto.

Lo studio è interessante perché i soggetti che ne hanno preso parte sono adolescenti e quindi corpi in via di sviluppo.

Se viene applicato il giusto stimolo all’organismo, in termini di tensione muscolare, le ossa risponderanno allo stress irrobustendosi.

L’età dello sviluppo è una finestra di accrescimento unica, l’organismo risponde allo stress con adattamenti che accompagneranno la persona per gran parte della vita.
Per questo un’impalcatura ossea più densa, acquisita durante l’adolescenza, si traduce in un corpo adulto meno incline a malattie come l’osteoartrite.

I ragazzi e le ragazze cresciute nelle aree rurali , dove l’attività fisica è parte integrante dello stile di vita, risultano avere una densità ossea maggiore.

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Detto questo è importante capire che la struttura di un allenamento di un adolescente deve essere differente rispetto a quello di un adulto.

Vediamo le caratteristiche che un allenamento per adolescenti deve avere:

  • passare molto tempo ad acquisire la tecnica corretta
  • prediligere il volume all’intensità
  • evitare di arrivare al cedimento con tecniche di intensità come: superserie, piramidali etc..
  • prediligere esercizi multiarticolari come squat, stacco da terra, distensioni su panca rispetto ad esercizi di isolamento.
  • inserire sempre una settimana di recupero attivo ogni 5 o 6
  • riservare almeno una sessione su 4 all’allenamento di tipo aerobico per migliorare l’efficienza cardio-circolatoria e la capacità di lavoro.
  • mangiare adeguatamente per supportare sia la crescita dell’organismo che lo stress indotto dall’esercizio fisico.

Molti pensano che esercizi come stacco da  terra e squat siano pericolosi per soggetti in via di sviluppo.
Questo concetto è radicato profondamente nella cultura popolare ma non trova nessun riscontro nella letteratura scientifica; come abbiamo visto precedentemente uno stimolo applicato nella giusta maniera in termini di tecnica e carico non può che apportare benefici.

Stuart McGill, ricercatore canadese esperto biomeccanico della schiena, afferma, giustamente, che gli unici esercizi pericolosi sono quelli fatti male.

Per la loro natura stacco e squat eseguiti nel modo corretto vanno a rinforzare la muscolatura della schiena ed una schiena forte è spesso esente da dolori e da deviazioni dalle curve fisiologiche (lordosi cervicale, cifosi toracica, lordosi lombare).

Naturalmente prima di iniziare una qualsiasi attività sportiva è sempre consigliabile la visita presso uno specialista Ortopedico in grado di rilevare eventuali alterazioni della schiena.

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Dott. Alessio Alfei, ACE PT, Spartan Race OS, Kettlebell Training Senior Instructor, Preparatore per Personale Operativo.

 

Bibliografia: